venerdì 17 ottobre 2008

Nuovi scenari aziendali



Nuovi scenari aziendali

"verso lo sviluppo di aziende più competitive"

è un libro innovativo perché parla di innovazione aziendale; e lo è anche perché riporta le vicende di una trasformazione aziendale. Lo è ancora perché due figure, ieri forse impensabilmente allineate, un ingegnere produttivo e una sociologa-psicologa, lavorano a quattro mani, sia nella scrittura del libro, sia nella trasformazione “snella” dell’azienda in cui si incontrano e lavorano. Con Metodo.
Insieme complementano due mondi e unendo due differenti metodi, ricompongono una originale metodologia di lavoro, che fa da supporto al cambiamento che ha attraversato e sta attraversando lo scenario aziendale.
Il libro fa innovazione perchè riporta anche una nuova sfida che nelle aziende deve avvenire: “la leadership deve innovarsi e imparare a cambiare” se vuole promuovere i processi di “innovazione tecnologica”. Cioè deve “ fare strada” come indica la parola inglese, in un mondo azienda che deve produrre meglio, fare utili, rimanere forte dentro a questo mercato”globale”.
Fare strada quindi necessariamente alle persone che l’azienda la fanno, soprattutto perché possano continuare a farla: perché “ri-socializzino” il lavoro, perché si motivino in esso; partecipino e sentano di “valere”e di “potere”.
La sfida è far coincidere responsabilità e motivazione negli attori che fanno lo “scenario”
Il “come riuscirvi” sarà la sfida per il lettore che sceglierà di “ voler leggere” un’esperienza esaltante.

mercoledì 30 luglio 2008

Management in Azienda

Insoddisfazione dei Dirigenti oggi
"uno scorcio di vita aziendale"

Da una recente indagine il 69 % di dirigenti e quadri aziendali si dichiarano insoddisfatti o indifferenti rispetto al loro lavoro che sale al 76 % se vengono chiamati a dare una valutazione sullo stato d’animo dei loro colleghi.

Una delle motivazioni assunte dai dirigenti è quella che vorrebbero essere maggiormente coinvolte nel business, ma basterebbe loro, banalmente, anche essere considerate dai superiori.
Vorrebbero che il loro lavoro fosse riconosciuto e concorrere veramente alla crescita dell’azienda.
In quest’ottica, ciò che gli stessi Manager indicano come strumento più efficace per essere “caricati” non sono tanto i riconoscimenti monetari 23 % quanto quelli che implicano una crescita professionale 31 %, ovverosia più formazione, piani di carriera precisi, condivisione di obiettivi e strategie.
Questo vale soprattutto per le aziende medio – grandi, dove spesso anche un quadro o un dirigente svolge solo una parte del lavoro, restando all’oscuro degli altri aspetti strategici del progetto cui sta lavorando e ignorando gli obiettivi finali dell’azienda.
I Direttori delle risorse umane sembrano inconsapevoli di questo punto,
forse sono troppo presi da altri obiettivi, come il contenimento dei costi e lo sviluppo degli asset aziendali, i responsabili del personale hanno lasciato la vera gestione delle risorse umane in secondo piano, in alcuni casi, sospinti erroneamente anche da un top management convinto che per motivare i propri dirigenti fossero sufficienti i riconoscimenti monetari.
E' molto diffusa nelle imprese una gestione del collaboratore fredda e distaccata e si tende a non coinvolgere i dipendenti/collaboratori, evitando di farli sentire parte dell’azienda, evitando di chiedere, con uno stile partecipato e coinvolgente risorse strategiche che costituiscono, per essa dei potenziali fermi.
Insomma, malgrado se ne parli da anni, sono ancora poche le imprese capaci di gestire e trasformare il capitale umano in vero plus.
Sempre di più in futuro la vera differenza tra un’azienda e un’altra non la faranno più i prodotti, i servizi o l’organizzazione aziendale, ma gli uomini.
Diventa, quindi, strategico non solo motivarli, ma trattenerli, limitando un turn over aziendale il più possibile vicini allo zero.
È importante sottolineare che sempre meno non servano incentivi come viaggi, convenzioni per servizi utili, incontri periodici di team organizzati dai vertici aziendali, ma servono programmi di formazione mirati, frequenti momenti di incontro tra il manager e il suo capo diretto per scambiarsi opinioni e pareri costruttivi, mettere in evidenza le criticità e programmare sistemi di intervento migliorativi.
Un sistema che a catena dovrebbe coinvolgere tutto l’organigramma aziendale.
Fare attività integrative mirate e guidate dei collaboratori per produrre intelligenze integrate, vere risorse eccellenti.
Il luogo di lavoro dove dominano paura e ansia non è costruttivo.
Chi invece cresce, e fa crescere ogni individuo che lo circonda, è un vero leader perché ha una capacità di relazione che fa migliorare.
Per questo è importante che in azienda vi sia un leader, che sappia trasmettere ottimismo e condividere informazioni e obiettivi.
Spesso capita che i Manager non condividono con i loro collaboratori più stretti le informazioni, preferendo trattenerle in tutto o in parte come forma di esercizio di potere, ma spesso capita anche di trovare persone che non esprimono quello che sanno fare perché vivono in un ufficio dove manca un clima solidale, dove chi fa uno sbaglio viene stroncato.


sabato 19 luglio 2008

Leadership Vendita Venditori

VENDERE IN TEMPI DI CRISI

Oltre ad un mercato sfavorevole……
quando si usa il tempo di crisi come un’opportunità.
Rendere la crisi un’opportunità vuol dire mettersi in discussione ed essere pronti a cambiare atteggiamenti, modi di fare , anche modi di pensare.
Saper immaginare cosa farsene della crisi, chiedersi come usarla………subirla, oppure, al contrario, coglierla?
Come consulente psicologa, vivo accanto a più imprenditori in diversi settori di mercato.
Diversi umanamente e dal punto di vista professionale: con una comune propensione, in tempo di crisi: sapersi innovare, e oltrepassando il mezzo tecnologico, pensare in un modo allargato, cavalcare la propria tigre! Per esempio, uno in particolare, quando entrò in crisi, qualche anno fa ( non si parlava di recessione allora!), decise di mettersi in gioco, fino in fondo.
Lui che era un produttore, mi chiese di dargli una mano: si era messo in testa di voler cambiare il mercato del suo settore!
Immaginava di andare oltre ai suoi grossi competitors, grandi nomi , anche internazionali, che avevano fatto proprio quel mercato che lui, adesso, pensava dovesse cambiare, per continuare a fare economia di settore.
Oggi quest’uomo, insieme al suo gruppo e ad altri collaboratori esterni che lo hanno supportato, ha immaginato, in un mercato italiano e straniero, di ideare un sistema di distribuzione del suo prodotto con un software integrato, superando un metodo tradizionale.
Oggi lui, ha saputo realizzare oltre, un sistema vendita; ha raffinato la sua visione commerciale. In queste ore, stiamo comunicando, dopo un’esperienza pilota di successo, un Centro di formazione aziendale .
Mi chiede di voler fare cultura d’impresa, mai smettendo di pensare, di fare ricerca, di tenere il passo, di immaginare il suo futuro e quello degli altri intorno a lui.

lunedì 14 luglio 2008

Costi Aziendali

I Costi invisibili aziendali

Cosa penserebbe e quanto si stupirebbe un titolare imprenditore, o un amministratore se d’improvviso leggesse o sentisse parlare di ” costi emotivi aziendali ”?

Sono invisibili, i costi emotivi! E fino a che rimangono invisibili, i loro conti non tornano mai per un’impresa e non sono soltanto sprechi, ma soprattutto danni, svantaggi e perdite, oneri indeducibili!
Sono nascosti tra le pieghe dei rapporti poco chiari o troppo personalizzati tra le persone che lavorano dentro all’impresa, in reparto produzione o in amministrazione; tra il commerciale e l’ufficio ordini o il magazzino.

Sono dietro alle quinte delle informazioni confuse o non date ”per paura che se i dipendenti sanno troppo……”; della comunicazione e di ciò che viene detto e come viene detto o di quanto non viene detto….per evitare di parlare di certe cose, o di dire cosa si pensa dei collaboratori, magari evitando chiarezza, ma senza trattenere rabbia o risentimento o senza filtrare cose ed espressioni che si dovrebbero tacere, per pudore e rispetto! Delle regole che non si rispettano o non si fanno rispettare” tanto ..per una volta cosa succede?”

Delle piccole ingiustizie quotidiane ; delle chiacchiere di corridoio e dei vocii….; delle situazioni in cui la responsabilità e la delega si confondono, tra capi e delegati, in una strana e ambigua dinamica, che si ripete e si stabilizza, anche se squilibrata e che finiscono con il logorare, oppure per creare pregiudizi. Ecco, quanto costano i pregiudizi ad un’impresa?
Se facessimo un bilancio parallelo delle risorse emotive che non vengono gestite, che quindi hanno voce “costo”, il bilancio sarebbe in perdita!
Ma quel bilancio può tornare in attivo……dovrebbe saperlo il titolare o l'amministratore!
L’analisi dei costi emotivi aziendali è una valutazione che l’esperto fa , calato nelle situazioni interpersonali, attraverso la quale emerge il potenziale delle risorse emotive che l’azienda ha.
Da una Visione emergente, si passa ad un piano di interventi mirati a sbloccare e a recuperare nuove fonti di energie aziendali, da re-incanalare negli obiettivi che l’azienda si è data o si deve dare.

martedì 8 luglio 2008

Innovazione consulenza Aziendale

Supportare l’innovazione con la comunicazione
Cosa sono le macchine...... senza la gestione degli uomini?
Una buona esperienza innovativa sulla gestione del reparto ha già dato risultati tangibili concreti:
*un aumento di 2 ore sulla produttività giornaliera
*un clima più sereno e collaborativo tra gli operatori.

I reparti produttivi stanno vivendo un momento di cambiamento: il processo aziendale, già cambiato con la scelta del prodotto su commessa, deve fare ancora altri cambiamenti; è stato accolto anche un progetto di riorganizzazione dei ruoli.
Gli affiancamenti personalizzati, la gestione strategica e la comunicazione sono stati forti strumenti che negli ultimi 3 anni vissuti in questa grande azienda, hanno fatto guadagnare punti sulle competenze e sulla competitività.
Ora sarà indispensabile sostenere con strumenti innovativi della comunicazione e della tecnologia delle relazioni, la riorganizzazione: la paura del cambiamento, il timore di operatori che devono cambiare attività o farla in modo diverso, sono scattati e l’ansia circola nell’azienda, io la misuro tra le parole dette o non dette;
i colleghi studiosi dei fattori di stress, la rilevano in tutte quelle manifestazioni psico-fisiche che determinano fatti come:
*tendenza a sbagliare e fattore di rischio incidenti;
*abbassamento dell’attenzione e concentrazione;
*tensione emotiva tra le persone e tendenza ai conflitti.
Tutto quello che può rallentare fortemente gli obiettivi del cambiamento; l’ansia è una risorsa sconosciuta nelle aziende.
Spessissimo si apportano cambiamenti, modifiche, si scelgono attrezzature sofisticate e costose e non si immagina minimamente quanto sia il costo emotivo per l'azienda!
Gli strumenti della comunicazione, del colloquio e della gestione dell’ansia, forniti ai responsabili, darà grande supporto alla trasformazione: un costo emotivo diventerà una risorsa.
I colleghi, studiosi dello stress, lo definiscono stress positivo, o eustress!

mercoledì 2 luglio 2008

Libro sulla Formazione Vendita


"Come decidere il tuo destino di venditore"

Pubblicato da Franco Angeli il libro della Dott.ssa Annamaria Agnano

Leggi la recensione del libro nel nostro sito

lunedì 30 giugno 2008

Consulenza professionale aziende

ATS Problem Solving è uno studio di consulenza che opera con aziende della provincia di Modena e dell'Emilia Romagna.

Lo Studio ATS Problem Solving ha una esperienza ventennale e i suoi consulenti si occupano di sviluppo e crescita delle aziende nel campo della comunicazione strategica, vendita e sviluppo della motivazione dei collaboratori nelle aziende.

Consulenza aziendale per una innovazione che risolve i problemi e propone strategie e soluzioni