mercoledì 30 luglio 2008

Management in Azienda

Insoddisfazione dei Dirigenti oggi
"uno scorcio di vita aziendale"

Da una recente indagine il 69 % di dirigenti e quadri aziendali si dichiarano insoddisfatti o indifferenti rispetto al loro lavoro che sale al 76 % se vengono chiamati a dare una valutazione sullo stato d’animo dei loro colleghi.

Una delle motivazioni assunte dai dirigenti è quella che vorrebbero essere maggiormente coinvolte nel business, ma basterebbe loro, banalmente, anche essere considerate dai superiori.
Vorrebbero che il loro lavoro fosse riconosciuto e concorrere veramente alla crescita dell’azienda.
In quest’ottica, ciò che gli stessi Manager indicano come strumento più efficace per essere “caricati” non sono tanto i riconoscimenti monetari 23 % quanto quelli che implicano una crescita professionale 31 %, ovverosia più formazione, piani di carriera precisi, condivisione di obiettivi e strategie.
Questo vale soprattutto per le aziende medio – grandi, dove spesso anche un quadro o un dirigente svolge solo una parte del lavoro, restando all’oscuro degli altri aspetti strategici del progetto cui sta lavorando e ignorando gli obiettivi finali dell’azienda.
I Direttori delle risorse umane sembrano inconsapevoli di questo punto,
forse sono troppo presi da altri obiettivi, come il contenimento dei costi e lo sviluppo degli asset aziendali, i responsabili del personale hanno lasciato la vera gestione delle risorse umane in secondo piano, in alcuni casi, sospinti erroneamente anche da un top management convinto che per motivare i propri dirigenti fossero sufficienti i riconoscimenti monetari.
E' molto diffusa nelle imprese una gestione del collaboratore fredda e distaccata e si tende a non coinvolgere i dipendenti/collaboratori, evitando di farli sentire parte dell’azienda, evitando di chiedere, con uno stile partecipato e coinvolgente risorse strategiche che costituiscono, per essa dei potenziali fermi.
Insomma, malgrado se ne parli da anni, sono ancora poche le imprese capaci di gestire e trasformare il capitale umano in vero plus.
Sempre di più in futuro la vera differenza tra un’azienda e un’altra non la faranno più i prodotti, i servizi o l’organizzazione aziendale, ma gli uomini.
Diventa, quindi, strategico non solo motivarli, ma trattenerli, limitando un turn over aziendale il più possibile vicini allo zero.
È importante sottolineare che sempre meno non servano incentivi come viaggi, convenzioni per servizi utili, incontri periodici di team organizzati dai vertici aziendali, ma servono programmi di formazione mirati, frequenti momenti di incontro tra il manager e il suo capo diretto per scambiarsi opinioni e pareri costruttivi, mettere in evidenza le criticità e programmare sistemi di intervento migliorativi.
Un sistema che a catena dovrebbe coinvolgere tutto l’organigramma aziendale.
Fare attività integrative mirate e guidate dei collaboratori per produrre intelligenze integrate, vere risorse eccellenti.
Il luogo di lavoro dove dominano paura e ansia non è costruttivo.
Chi invece cresce, e fa crescere ogni individuo che lo circonda, è un vero leader perché ha una capacità di relazione che fa migliorare.
Per questo è importante che in azienda vi sia un leader, che sappia trasmettere ottimismo e condividere informazioni e obiettivi.
Spesso capita che i Manager non condividono con i loro collaboratori più stretti le informazioni, preferendo trattenerle in tutto o in parte come forma di esercizio di potere, ma spesso capita anche di trovare persone che non esprimono quello che sanno fare perché vivono in un ufficio dove manca un clima solidale, dove chi fa uno sbaglio viene stroncato.